Tutoring

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Attività di tutoraggio e aiuto compiti specialistico per studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento e altri bisogni educativi speciali.

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Trattamenti riabilitativi ed educativi

Trattamenti riabilitativi ed educativi

Percorsi per ridurre l’entità della difficoltà scolastiche e migliorare la qualità della vita dello studente.

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Valutazione psicodiagnostica

Valutazione psicodiagnostica

I percorsi diagnostici sono fondamentali per un piano di lavoro personalizzato e orientato alla crescita delle personali capacità.

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Orientamento scolastico e universitario

Orientamento scolastico e universitario

Un percorso di valutazione per affiancare e guidare lo studente nella scelta della scuola superiore o di un corso di studi universitario.

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Consulenza genitoriale

Consulenza genitoriale

Una consulenza psicoeducativa può essere di supporto se siete alle prese con le difficoltà scolastiche dei vostri figli.

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Consulenza insegnanti

Consulenza insegnanti

Attività di confronto e formazione specifica sui DSA e altre situazioni di bisogni educativi speciali. Supporto psicologico.

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Consulenza psicologica

Consulenza psicologica

Uno spazio protetto, nel quale viene accolta e definita la problematica di ognuno e si identificano le possibili risorse per affrontarla.

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Domande frequenti

Cosa sono i BES?

I BES (Bisogni Educativi Speciali) sono esigenze educative particolari che possono essere transitorie, cioè durare per un periodo di tempo più o meno breve, o permanenti, perché invece determinate da disturbi o patologie ben precisi.

Quali situazioni fanno parte della famiglia dei BES?

Si individuano 3 grandi gruppi: la disabilità (percorso normativo della legge 104/92); i disturbi evolutivi specifici (tra cui i DSA o ad esempio: l’ADHD, i border cognitivi, i disturbi del linguaggio); le situazioni di svantaggio sociale, economico, linguistico e culturale.

Esiste la diagnosi di “BES”?

È importante distinguere in quanto solo per alcuni BES, come ad esempio i DSA, è necessaria una diagnosi. In altri casi invece, la diagnosi non è obbligatoria per attivare un percorso personalizzato a scuola.

I BES sono tutelati dalla legge?

Si, sono tutelati dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e le successive circolari ministeriali, in particolare la num. 8 del 6 marzo 2013. La legge consiglia la stesura di un PdP, in modo tale che le situazioni di BES possano godere degli stessi diritti dei DSA (tutelati da una legge apposita).

Cos’è il PdP?

È il Piano Didattico Personalizzato, strumento operativo formulato dalla scuola, indicato dalla legge num. 170/2010 e obbligatorio solo nei casi di DSA. Può essere attivato anche nelle situazioni di BES a discrezione dei Consigli di Classe; diventa strumento di elezione per la tutela di tutti gli alunni che necessitano la personalizzazione della didattica.

Cos’è un DSA?

DSA significa Disturbo Specifico dell’Apprendimento, indica una categoria diagnostica precisa e si tratta di un disturbo evolutivo e neurobiologico (quindi non transitorio). Il funzionamento intellettivo non deve essere compromesso, né devono sussistere patologie neurologiche o di altro genere.

Quali abilità sono compromesse in un DSA?

Il DSA coinvolge un’abilità scolastica specifica. In particolare, viene compromessa l’automatizzazione delle abilità strumentali di base, ovvero lettura, scrittura e calcolo. Si parla quindi di Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia. Emergono durante i primi anni della scuola primaria, ma può essere riconosciuto anche successivamente.

Cos’è la legge numero 170/2010?

È la legge che tutela specificatamente i DSA, ma non altre situazioni di BES. Implica l’obbligo di stendere un PdP, in quanto il DSA si configura come un disturbo permanente con carattere evolutivo.

Diagnosi e certificazione: quali differenze?

La certificazione è un documento legale che attesta il diritto ad avvalersi delle misure previste dalle leggi 104/92 (disabilità) o 170/2010 (DSA). Per diagnosi si intende, invece, un “giudizio clinico”, che attesta la presenza di una patologia o un disturbo. In Italia, solo i medici e gli psicologi possono rilasciare diagnosi cliniche.

Quali sono i “campanelli d’allarme” di un DSA?

Si possono osservare più indicatori, che si differenziano per età. I più frequenti, però, sono: ripetizioni, omissioni, aggiunte, inversioni, confusione di lettere e sillabe durante la lettura e la scrittura; lettura a voce alta stentata; la non memorizzazione delle tabelline e delle procedure delle operazioni; non imparano a comprendere e leggere l’orologio; confusione persistente tra destra e sinistra; fatica nella ricopiatura e dettatura; poca comprensione dei testi; lamentano sintomi fisici o hanno reazioni emotive forti quando devono svolgere i compiti o leggere a voce alta.

Si può parlare di prevenzione nell’ambito dei DSA? Da che età si può fare diagnosi?

Parlare di prevenzione è improprio, in quanto i DSA sono disturbi neurobiologici. Si può però parlare di precocità dell’intervento: prima il disturbo viene riconosciuto, maggiore sarà la probabilità di intervenire con efficacia. In linea generale, dalla fine della 2^ elementare si può emettere diagnosi di DSA, ad eccezione della discalculia per la quale è necessario attendere la fine della classe 3^ elementare.

Uno psicologo privato può fare diagnosi di DSA?

Si, la diagnosi di DSA è un atto tipico della professione di psicologo e ha valore legale ai sensi della L. 56/89. Altre figure non sanitarie (ad esempio pedagogisti o tutor dell’apprendimento) non possono fare diagnosi clinica. Per essere valida ai fini della L. 170/2010, la diagnosi deve essere correlata anche di certificazione.

Chi emette la certificazione di DSA?

La certificazione deve essere emessa da un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra, psicologo, logopedista ed eventualmente altri professionisti sanitari. Il servizio che la produce è il servizio pubblico (Sistema Sanitario Nazionale) oppure un soggetto accreditato dalla Regione di riferimento.

Quali sono i costi e la durata dei percorsi?

La programmazione del percorso clinico e/o educativo, e la conseguente valutazione di costi e durata, viene svolta insieme alla famiglia (e al diretto interessato a seconda dell’età) in sede di primo colloquio, e in una fase successiva di progettazione da parte del professionista. Costi e durata possono quindi variare a seconda del piano di lavoro impostato e delle esigenze di ognuno, in modo flessibile.

Il costo del primo colloquio verrà definito tramite primo contatto telefonico.