Ho paura del Coronavirus? Emozioni e Covid-19 in età evolutiva

L’emergenza sanitaria in corso ha fatto improvvisamente emergere una realtà psicologica per molti disarmante. Il lockdown ha costretto molte persone ad una convivenza forzata, ma anche ad avere molto più tempo da dedicare al proprio mondo interiore. I sentimenti negativi si sono amplificati, ma spesso senza efficaci strategie per gestirli.

Ad oggi, la situazione è ancora difficile, siamo nel pieno di una seconda ondata epidemiologica. Alcuni di noi stanno sperimentando in prima persona la paura della malattia, la rabbia, la noia e l’apatia dell’isolamento forzato; altri vivono queste emozioni più indirettamente ma sono impreparati a parlarne con amici o parenti direttamente coinvolti. Per altri ancora, purtroppo, si tratta di dover affrontare addirittura la perdita di una persona cara.

Come stanno vivendo tutto ciò i bambini e gli adolescenti?

I piccoli e i ragazzi hanno spesso difficoltà ad indicare quali sono i propri stati emotivi. Non possiedono un repertorio verbale adeguato ad indicare le emozioni, talvolta i termini utilizzati possono essere ambigui e prestarsi a più interpretazioni.

L’intelligenza emotiva, ovvero la capacità che ci consente di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni proprie ed altrui, non viene spesso adeguatamente considerata come abilità fondamentale da sviluppare e apprendere.

Secondo Goleman, il quale collegava il concetto di intelligenza emotiva con quello di leadership, le competenze emotive non sono innate, ma possono essere apprese e migliorate con lo scopo di creare relazioni positive con gli altri e ottenere prestazioni lavorative migliori.

Ma come si inserisce la capacità di comprendere e gestire le emozioni in una realtà emergenziale, per tutti nuova ed inaspettata, come quella attuale? Una buona intelligenza emotiva ci può aiutare molto anche in questo contesto. Può consentire di gestire meglio le relazioni con familiari e amici che potrebbero essere coinvolti con la malattia da Covid-19, ci rende più empatici, ci può aiutare a riconoscere i pensieri negativi legati a stati emotivi e comportamenti, e trasformarli in pensieri maggiormente positivi, che possono stimolare e motivare noi stessi e chi ci circonda.

A fronte di quanto detto, si comprende quanto sia importante considerare lo stato emotivo legato all’emergenza sanitaria di bambini ed adolescenti. È fondamentale, per loro, avere punti di riferimento stabili e rassicuranti, che possano guidarli nella comprensione e gestione delle emozioni che potrebbero provare. Ma nemmeno per gli adulti può essere semplice. Come fare?

Ecco, dunque, alcuni piccoli suggerimenti:

  • Attenzione all’incremento di rabbia ed irritabilità, ed altri comportamenti anomali: spesso i più giovani non manifestano verbalmente la paura e la preoccupazione, potrebbero essere più frequenti comportamenti come: un calo della concentrazione e del rendimento scolastico, atteggiamenti di regressione, un cambio nei temi predominanti nel disegno (i più piccoli potrebbero disegnare la malattia o il virus), difficoltà nel sonno o nell’alimentazione, maggiore stanchezza fisica;
  • Normalizzare i sentimenti negativi: in questa situazione esplicitare che è normale provare paura, preoccupazione, rabbia è di grande aiuto;
  • Adottare serenamente i comportamenti di protezione (lavarsi le mani, le distanze, la mascherina) dando spiegazioni chiare e semplici, senza fingere che l’emergenza non esista; per i più piccoli, può essere utile visionare insieme a loro dei semplici video ;
  • Invitarli a parlare di quello che stanno provando, fornendo noi stessi un modello e mettendoci in gioco in prima persona: “questa situazione mi fa sentire impaurita, tu come ti senti?”;
  • Utilizzare un linguaggio che non minimizza, ma che nemmeno evita l’argomento. Una frase come: “poteva andarci peggio” non invita all’espressione delle proprie emozioni, mentre è più d’aiuto un’affermazione come “è un momento particolarmente difficile, ma stiamo lavorando insieme per superarlo”;
  • Mantenere le routine, oppure crearne di nuove quando necessario. Ad esempio, se sono costretto alla didattica alla distanza, concordiamo insieme che dopo pranzo ci si concede un’ora di riposo, possibilmente all’aria aperta. Solo dopo possiamo iniziare i compiti! la routine genera sicurezza, quindi un abbassamento delle emozioni negative;
  • Sforziamoci si riconoscere i lati positivi, i piccoli momenti di gioia e felicità quotidiani. Il racconto di Margherita, per i più piccoli, offre alcune idee:   https://www.icocchieppoinferiore.it/wp-content/uploads/2020/09/Storia-di-un-coronavirus.pdf;

Inoltre, qui il link per scaricare l’ebook gratuito della storia di Margherita che torna a scuola, utilissimo sia per le maestre che per genitori:

https://newsletter.erickson.it/iscrizioni/ebook-gratuito-storia-coronavirus-maestra-come-si-fa

Per concludere, condivido il link di un progetto dell’Als 5 del Piemonte, un libretto creato all’inizio dell’emergenza ma utilissimo anche ora per aiutare le famiglie ad esprimere e gestire le emozioni legate all’emergenza sanitaria.

https://www.aslto5.piemonte.it/servizi-per-i-cittadini/notizie/ultime-notizie/1217-io-e-il-re-dei-virus-gestire-le-emozioni-ai-tempi-del-coronavirus.html

 

Buona lettura!